Selfinktober #19 - Impulse
Oct. 19th, 2020 07:39 pm- Selfinktober: un prompt al giorno per tutto il mese, una storia con qualcosa di scritto a mano
- Prompt: #19 - Impulse
- Nota: trovate l'immagine anche nel link al termine del testo
- Nota 2: Il titolo è una citazione di "Into the unknown" (Frozen 2)
- Storia originale a cui il racconto è ispirato: Almiressa [Universo della campagna di gioco di ruolo]
Some look for trouble while others don't
Dietro una vecchia foto di Evanna e Ariki ci sono scritti il luogo, la data e le loro iniziali.

Aveva uno spiccato senso della memoria, che si rifletteva anche nei suoi incantesimi. Se fosse sopravvissuta, si sarebbe fatta notare.
Ma lo ha già fatto, si dice Heni, rigirandosi la foto tra le dita. Lo ha già fatto: senza di lei, chissà se sarebbero tutti lì, ancora vivi. Tutto quello che ha fatto, scritto e inventato, è diventato parte di un’eredità che in molti hanno raccolto, ed è servita a fermare l’oscurità che gravava sul loro futuro.
Heni posa la foto e guarda il mare fuori dalla finestra del suo rifugio segreto ad Almiressa. È l’unica cosa che, nel bene o nel male, è sempre fedele, rassicurante persino quando s’infuria e ti vuole male. Il mare, il mare contro tutte le magie, sempre, per tutta la vita. Il mare è onesto. Morire in mare è onesto. La magia, la magia…
La magia è una malattia che si aggrappa al tuo sangue. È una forza che ti schizza dentro e ti fa fare cose senza rimedio.
O magari ti spinge a lanciare maledizioni, così, per la rabbia, senza pensarci, rispondendo a qualcosa di più forte di te. Un istante di follia subito seguito da una valanga di pentimento, ma ormai l’hai fatto e non c’è soluzione, non c’è perdono.
Non è stata la magia, è stato lui. Un’altra persona non si sarebbe comportata così. Evanna non lo avrebbe fatto.
Davvero? Heni non lo sa, non ha i mezzi per capirlo davvero.
Sa solo che è stanca, che ha perso dodici membri del suo equipaggio e la sua nave ha bisogno di essere riparata o non sopravviverà a un altro viaggio. Sa che la città è stata sommersa dal sangue e dalla rovina, ma alla fine non è annegata, non si è perduta, e che ci saranno ancora albe a rischiararla e a farla sembrare la cosa più bella del mondo, mentre il suo cuore meccanico (e anche magico, sì) continuerà a battere e a far muovere i destini di molti.
Sa anche che adesso dovrà riposare e guardare in faccia il proprio dolore, e farci i conti. E poi, ridare una forma ai pensieri e ai sentimenti. Ha ancora tutto il lutto per suo fratello, addosso, solo che suo fratello non è morto, e deve riuscire a capire come chiudere un capitolo e aprirne un altro. Evanna invece è morta davvero, ma forse, se si concentra sulla sua eredità, forse può dare un po’ più senso a quello che è successo.
Dovrà anche capire cosa fare con la persona che è stata la causa di tutto. O forse no. Se dovesse fare come lui e seguire solo il suo istinto, lo fulminerebbe con una delle armi della sua nave, ma lei non è come lui, e comunque ci sono troppe cose che non può ignorare.
Ariki – Awan, o come dovrà chiamarlo adesso, non vorrebbe mai.
Nemmeno Evanna, con ogni probabilità. Forse non sarebbe contraria all’idea di fulminarlo, ma magari in maniera leggera. Giusto per ricordargli che razza di idiota sia.
Forse deve ascoltarli.
Impulse
- Prompt: #19 - Impulse
- Nota: trovate l'immagine anche nel link al termine del testo
- Nota 2: Il titolo è una citazione di "Into the unknown" (Frozen 2)
- Storia originale a cui il racconto è ispirato: Almiressa [Universo della campagna di gioco di ruolo]
Some look for trouble while others don't
Dietro una vecchia foto di Evanna e Ariki ci sono scritti il luogo, la data e le loro iniziali.

Aveva uno spiccato senso della memoria, che si rifletteva anche nei suoi incantesimi. Se fosse sopravvissuta, si sarebbe fatta notare.
Ma lo ha già fatto, si dice Heni, rigirandosi la foto tra le dita. Lo ha già fatto: senza di lei, chissà se sarebbero tutti lì, ancora vivi. Tutto quello che ha fatto, scritto e inventato, è diventato parte di un’eredità che in molti hanno raccolto, ed è servita a fermare l’oscurità che gravava sul loro futuro.
Heni posa la foto e guarda il mare fuori dalla finestra del suo rifugio segreto ad Almiressa. È l’unica cosa che, nel bene o nel male, è sempre fedele, rassicurante persino quando s’infuria e ti vuole male. Il mare, il mare contro tutte le magie, sempre, per tutta la vita. Il mare è onesto. Morire in mare è onesto. La magia, la magia…
La magia è una malattia che si aggrappa al tuo sangue. È una forza che ti schizza dentro e ti fa fare cose senza rimedio.
O magari ti spinge a lanciare maledizioni, così, per la rabbia, senza pensarci, rispondendo a qualcosa di più forte di te. Un istante di follia subito seguito da una valanga di pentimento, ma ormai l’hai fatto e non c’è soluzione, non c’è perdono.
Non è stata la magia, è stato lui. Un’altra persona non si sarebbe comportata così. Evanna non lo avrebbe fatto.
Davvero? Heni non lo sa, non ha i mezzi per capirlo davvero.
Sa solo che è stanca, che ha perso dodici membri del suo equipaggio e la sua nave ha bisogno di essere riparata o non sopravviverà a un altro viaggio. Sa che la città è stata sommersa dal sangue e dalla rovina, ma alla fine non è annegata, non si è perduta, e che ci saranno ancora albe a rischiararla e a farla sembrare la cosa più bella del mondo, mentre il suo cuore meccanico (e anche magico, sì) continuerà a battere e a far muovere i destini di molti.
Sa anche che adesso dovrà riposare e guardare in faccia il proprio dolore, e farci i conti. E poi, ridare una forma ai pensieri e ai sentimenti. Ha ancora tutto il lutto per suo fratello, addosso, solo che suo fratello non è morto, e deve riuscire a capire come chiudere un capitolo e aprirne un altro. Evanna invece è morta davvero, ma forse, se si concentra sulla sua eredità, forse può dare un po’ più senso a quello che è successo.
Dovrà anche capire cosa fare con la persona che è stata la causa di tutto. O forse no. Se dovesse fare come lui e seguire solo il suo istinto, lo fulminerebbe con una delle armi della sua nave, ma lei non è come lui, e comunque ci sono troppe cose che non può ignorare.
Ariki – Awan, o come dovrà chiamarlo adesso, non vorrebbe mai.
Nemmeno Evanna, con ogni probabilità. Forse non sarebbe contraria all’idea di fulminarlo, ma magari in maniera leggera. Giusto per ricordargli che razza di idiota sia.
Forse deve ascoltarli.
Impulse