Selfinktober #6 - Flower
Oct. 6th, 2020 07:51 pm- Selfinktober: un prompt al giorno per tutto il mese, una storia con qualcosa di scritto a mano
- Prompt: #6 - Flower
- Nota: trovate l'immagine anche nel link al termine del testo
- Storia originale a cui il racconto è ispirato: Almiressa [Universo della campagna di gioco di ruolo]
I fiori della città
Hanno passato la prima giornata dopo l’alba nuova, l’alba senza Y, a fare il conto dei danni. Della Nour, di ciascuno di loro. Dara avrebbe avuto bisogno di riposare ma ha trascorso tutto il tempo sfuggendo alle cure degli altri per aggirarsi in ogni angolo della nave, e poi addirittura della città, come per sincerarsi che se la siano ripresa veramente, per sancire ancora una volta che sono loro – la resistenza e anche la Nour – a conoscere la sua anima. Gli invasori se ne sono andati. Il fiore rosso in campo bianco sulla bandiera di Almiressa è di nuovo libero di prendersi la cima degli edifici e le finestre. Il fiore azzurro della resistenza, dipinto sui muri, inciso sul legno e tracciato di nascosto per giorni e giorni pieni di angoscia, adesso fiorisce dove vuole.
Al tramonto, che arriva presto ed è freddo e accompagnato dal vento, Dara riprende la via di casa, dopo aver parlato con fin troppe persone. La stanchezza è così forte da annebbiargli la vista, ma la Nour è vicina: la intravede, carica di luci come sempre. Solo che non ci arriva, perché inizia a sentirsi male ed è costretto ad accasciarsi a terra prima di perdere i sensi e cadere.
Non sa quanto duri lo smarrimento. Riapre gli occhi e incrocia lo sguardo seccato di Mirick.
«Sto via un’oretta e poi torno a riposare. È quello che hai detto tu. Erano le quindici.»
«Non me ne sono reso conto. Sai, c’erano tante cose…»
«Immagino. Ce la fai, adesso?»
Si lascia aiutare a rialzarsi e si appoggia all’altro per fare gli ultimi passi.
Sulla nave c’è movimento come sempre: Dara vede gli sguardi preoccupati di Adi e Aurel, l’eterna allegria di Ellerin e persino Ned, che si rifugia lì da loro per medicare le ferite e capire cosa deve fare adesso.
Si ritrova disteso sul letto di Mirick senza nemmeno accorgersene.
«Non voglio che ti muova da qui per le prossime ore. Molte ore» ordina Mirick, prima di uscire dalla cabina. Dara si guarda attorno, notando il caos che devasta quel posto più del solito. Sul tavolino accanto al letto c’è un contenitore di vetro per conservare materiali delicati. È pieno di frammenti di fiore di arkhel.
Allunga una mano (un gesto semplicissimo che si trasforma in un’impresa epica, se sei sopravvissuto a giorni di scontri e azioni e una prigionia nelle mani di Lord Albert) e cerca di afferrare il foglio posto accanto al contenitore, sperando che lo aiuti a capire perché il fiore fossile è lì, ma niente: è il classico appunto di Mirick in qualche codice che conosce solo lui.

Chissà che voleva farne dell’arkhel, Mirick, nel delirio degli ultimi giorni.
L’arkhel, quel materiale splendido e maledetto da cui è iniziato tutto. La sua relazione con Mirick. La sua libertà. La carriera di Astrid. Un’ondata di innovazione e miglioramento. Equilibri scardinati. Un’intera miniera esplosa per salvarsi dai mostri di Theodore. Y che fa di tutto per accaparrarsi le miniere di arkhel etiopi. Il segreto nel sangue di Dara che tiene in vita Awan.
Rabbividisce pensando a quella serie di eventi guidati dalla sorte. Non intesa come un destino scritto nella pietra, no, ma come una forza che scorre nelle cose e le fa incontrare. Chissà come sarebbero andate le cose, se Mirick non avesse mai capito il segreto dell’arkhel. Chissà dove sarebbero loro, adesso, e tanti altri. E poi, la storia non è finita. Una minaccia è stata scongiurata, ma tutto è ancora da scrivere, tutto è infinitamente fragile e…
«Se sei disperso in qualcuna delle tue elucubrazioni filosofiche, ti invito a cambiare pensiero.» Mirick interrompe quella riflessione impazzita. «Non è salutare, nelle tue condizioni.»
«Come fai a saperlo?»
«Non sono bravo a capire le persone. Ma tu non sei le persone, no?» Va a sedersi sul bordo del letto e gli occhi di entrambi si fermano sull’arkhel. «Ti stavi chiedendo come mai fosse lì, eh? Piano piano ti dirò ogni cosa dell’altra notte. Così poche ore e così tante cose da raccontare. Però, ti prego, considera di dare un po’ di tregua alla tua mente inquieta, eh? Avrai così tanto tempo per preoccuparti. Abbiamo salvato la città e molto di più. E non è detto che il futuro nasconda solo cose terribili.»
«No, certo» risponde Dara, anche se non è del tutto sicuro.
«Magari il futuro nasconde qualche altro fiore da scoprire.»
Quella vena propositiva di Mirick è insolita, ma Dara decide di fidarsi e non pensare ad altro, per ora.
***
Flower
- Prompt: #6 - Flower
- Nota: trovate l'immagine anche nel link al termine del testo
- Storia originale a cui il racconto è ispirato: Almiressa [Universo della campagna di gioco di ruolo]
I fiori della città
Hanno passato la prima giornata dopo l’alba nuova, l’alba senza Y, a fare il conto dei danni. Della Nour, di ciascuno di loro. Dara avrebbe avuto bisogno di riposare ma ha trascorso tutto il tempo sfuggendo alle cure degli altri per aggirarsi in ogni angolo della nave, e poi addirittura della città, come per sincerarsi che se la siano ripresa veramente, per sancire ancora una volta che sono loro – la resistenza e anche la Nour – a conoscere la sua anima. Gli invasori se ne sono andati. Il fiore rosso in campo bianco sulla bandiera di Almiressa è di nuovo libero di prendersi la cima degli edifici e le finestre. Il fiore azzurro della resistenza, dipinto sui muri, inciso sul legno e tracciato di nascosto per giorni e giorni pieni di angoscia, adesso fiorisce dove vuole.
Al tramonto, che arriva presto ed è freddo e accompagnato dal vento, Dara riprende la via di casa, dopo aver parlato con fin troppe persone. La stanchezza è così forte da annebbiargli la vista, ma la Nour è vicina: la intravede, carica di luci come sempre. Solo che non ci arriva, perché inizia a sentirsi male ed è costretto ad accasciarsi a terra prima di perdere i sensi e cadere.
Non sa quanto duri lo smarrimento. Riapre gli occhi e incrocia lo sguardo seccato di Mirick.
«Sto via un’oretta e poi torno a riposare. È quello che hai detto tu. Erano le quindici.»
«Non me ne sono reso conto. Sai, c’erano tante cose…»
«Immagino. Ce la fai, adesso?»
Si lascia aiutare a rialzarsi e si appoggia all’altro per fare gli ultimi passi.
Sulla nave c’è movimento come sempre: Dara vede gli sguardi preoccupati di Adi e Aurel, l’eterna allegria di Ellerin e persino Ned, che si rifugia lì da loro per medicare le ferite e capire cosa deve fare adesso.
Si ritrova disteso sul letto di Mirick senza nemmeno accorgersene.
«Non voglio che ti muova da qui per le prossime ore. Molte ore» ordina Mirick, prima di uscire dalla cabina. Dara si guarda attorno, notando il caos che devasta quel posto più del solito. Sul tavolino accanto al letto c’è un contenitore di vetro per conservare materiali delicati. È pieno di frammenti di fiore di arkhel.
Allunga una mano (un gesto semplicissimo che si trasforma in un’impresa epica, se sei sopravvissuto a giorni di scontri e azioni e una prigionia nelle mani di Lord Albert) e cerca di afferrare il foglio posto accanto al contenitore, sperando che lo aiuti a capire perché il fiore fossile è lì, ma niente: è il classico appunto di Mirick in qualche codice che conosce solo lui.

Chissà che voleva farne dell’arkhel, Mirick, nel delirio degli ultimi giorni.
L’arkhel, quel materiale splendido e maledetto da cui è iniziato tutto. La sua relazione con Mirick. La sua libertà. La carriera di Astrid. Un’ondata di innovazione e miglioramento. Equilibri scardinati. Un’intera miniera esplosa per salvarsi dai mostri di Theodore. Y che fa di tutto per accaparrarsi le miniere di arkhel etiopi. Il segreto nel sangue di Dara che tiene in vita Awan.
Rabbividisce pensando a quella serie di eventi guidati dalla sorte. Non intesa come un destino scritto nella pietra, no, ma come una forza che scorre nelle cose e le fa incontrare. Chissà come sarebbero andate le cose, se Mirick non avesse mai capito il segreto dell’arkhel. Chissà dove sarebbero loro, adesso, e tanti altri. E poi, la storia non è finita. Una minaccia è stata scongiurata, ma tutto è ancora da scrivere, tutto è infinitamente fragile e…
«Se sei disperso in qualcuna delle tue elucubrazioni filosofiche, ti invito a cambiare pensiero.» Mirick interrompe quella riflessione impazzita. «Non è salutare, nelle tue condizioni.»
«Come fai a saperlo?»
«Non sono bravo a capire le persone. Ma tu non sei le persone, no?» Va a sedersi sul bordo del letto e gli occhi di entrambi si fermano sull’arkhel. «Ti stavi chiedendo come mai fosse lì, eh? Piano piano ti dirò ogni cosa dell’altra notte. Così poche ore e così tante cose da raccontare. Però, ti prego, considera di dare un po’ di tregua alla tua mente inquieta, eh? Avrai così tanto tempo per preoccuparti. Abbiamo salvato la città e molto di più. E non è detto che il futuro nasconda solo cose terribili.»
«No, certo» risponde Dara, anche se non è del tutto sicuro.
«Magari il futuro nasconde qualche altro fiore da scoprire.»
Quella vena propositiva di Mirick è insolita, ma Dara decide di fidarsi e non pensare ad altro, per ora.
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Flower
no subject
Date: 2020-10-08 01:37 pm (UTC)no subject
Date: 2020-10-09 03:06 pm (UTC)Contesto: è quello che succede a due dei png più importanti subito dopo la fine della nostra campagna di gdr durata sei anni e finita a inizio settembre. L'arkhel era un materiale particolarmente importante per la trama, che ha portato grandi guai ma anche grandi opportunità a molti personaggi.