Selfinktober #30 - Order
Oct. 30th, 2020 03:18 pm- Selfinktober: un prompt al giorno per tutto il mese, una storia con qualcosa di scritto a mano
- Prompt: #30 - Order
- Nota: trovate l'immagine anche nel link al termine del testo
- Nota 2: è perfettamente worksafe ma ci sono personaggi che discutono della loro vita intima e di BDSM, potrebbe non essere la cosa preferita di tutt*, quindi vi avviso
- Storia originale a cui il racconto è ispirato: L'altra anima della città
Inversione di ruoli
La domanda era arrivata dopo la cena, mentre passeggiavano per Firenze. Era il compleanno di Samuele, che aveva pregato Damiano di festeggiarlo in modo più normale possibile. E Damiano ci aveva provato davvero, solo che quando Damiano non cercava i guai, questi comunque trovavano sempre il loro posto nella loro vita, e quindi naturalmente c’erano stati un esorcismo e una negoziazione fra spiriti infuriati, durante il corso della serata. Ma niente di troppo serio. Samuele si era quasi divertito.
«Il 30 ottobre dell’anno scorso fu il giorno prima di…» ricordò Damiano, mentre si perdevano fra i vicoli amichevoli della città.
«Il giorno prima dello scontro con Elettra Marini.»
«Il giorno prima del recupero della tua anima. Un bel regalo di compleanno, no?»
Samuele non seppe cosa rispondere, perché quei ricordi erano complicati e pervasi da dolore e rimpianti, soprattutto per Damiano. Però sapeva che era stata quella notte di battaglia, a fargli decidere definitivamente che voleva rimanere lì, in quel mondo e accanto a quella persona.
«Chi l’avrebbe detto che avresti scelto di non andartene e devolvere la tua vita alla città...»
«… e passare tutti i giorni nel delirio della magia.»
«E metterti insieme a un egoista e dispotico rompicoglioni.»
«Non dire stronzate, dai. Non sei egoista. Dispotico, vabbè, a giorni alterni.»
«Rompicoglioni sì?»
«Un po’. Ma lo sono anch’io.»
«Comunque, per il problema del mio essere occasionalmente dispotico…» Damiano rallentò l’andatura e gli lanciò un’occhiata strana. E poi arrivò la domanda. «Vorresti invertire i ruoli, qualche volta?»
«In che senso?»
«Essere tu quello che mi dà gli ordini.»
«Non ho capito bene. E comunque, non credo che faresti quello che ti dico io.»
«In realtà sì, in questo specifico caso lo farei. Sarebbe il bello, fare quello che dici tu.»
«Senti, mi sa che mi sfugge il contesto.»
«Mettiamola così: sarebbe un gioco di ruolo. Ma non il tipo di gioco di ruolo che fate voi nerd. Un’altra cosa. Più intima.»
«Ah. Ok, ora credo di avere capito.» Rimase silenzioso per qualche momento, a ponderare il proprio stupore, più che la proposta in sé. «Hai mai sperimentato con qualcun altro?»
«No. Ma è una curiosità che ho da molto tempo. Prima di te sono stato solo con un fantasma e uno stronzo. Per motivi diversi, l’intimità era complessa con entrambi. E non è una cosa che avrei chiesto a eventuali partner casuali che ho avuto. Avevo bisogno di fidarmi, per chiederlo.»
Samuele cercò di decifrare il viso dell’altro, concentrato e stranamente privo del suo sorriso difensivo. Sentì la mano di Damiano nella sua che cercava di scivolare via, ma la trattenne.
«Non ci ho mai pensato e non so se è una cosa che potrebbe piacermi. Ma possiamo parlarne. E magari provare.»
«Sarebbe una buona occasione per vendicarti di tutte le cose che ti faccio fare.»
«Non penso sarebbe sano, viverla così.»
«No, in effetti no. Stavo scherzando.»
«Senti, se è una tua fantasia, a me va bene discuterne. Anche se non avrei mai immaginato che mi avresti proposto il ruolo dominante. Considerata la tua collezione di bustini neri e stivali di pelle, pensavo…»
«E invece.»
«Non è che mi fai vestire in quel modo?»
«No, non sarebbe il tuo stile.»
«E… A parte gli ordini…»
«Ho in mente delle cose precise. Te ne parlerò e poi tu deciderai se ti senti a tuo agio o meno.»
«Credo di aver letto da qualche parte che nel BDSM è il sottomesso alla fine è quello che controlla il tutto e decide cosa, quanto e quando si smette.»
«Più o meno, sì.»
«… quindi alla fine tu sei quello che ha in mano la situazione, come sempre…»
Damiano rise e se lo strinse vicino, baciandolo con impeto, senza controllare se fossero in una zona tranquilla. Quasi un anno insieme e ancora Samuele aveva paura del resto del mondo – quello normale, non quello della magia. Di gente omofoba e crudele ne aveva incontrata tanta, di spiriti omfobi nemmeno uno. Ma non c’era nessuno, e se anche ci fosse stato, Samuele avvertiva intorno a loro la presenza di una serie di creature celate, parte del tessuto della città e pronte a proteggere chi si prendeva cura di loro.
Quasi come una risposta alle sue preoccupazioni, per un secondo sul muro di fronte a lui, Samuele lesse una bizzarra rassicurazione.

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- Nota: trovate l'immagine anche nel link al termine del testo
- Nota 2: è perfettamente worksafe ma ci sono personaggi che discutono della loro vita intima e di BDSM, potrebbe non essere la cosa preferita di tutt*, quindi vi avviso
- Storia originale a cui il racconto è ispirato: L'altra anima della città
Inversione di ruoli
La domanda era arrivata dopo la cena, mentre passeggiavano per Firenze. Era il compleanno di Samuele, che aveva pregato Damiano di festeggiarlo in modo più normale possibile. E Damiano ci aveva provato davvero, solo che quando Damiano non cercava i guai, questi comunque trovavano sempre il loro posto nella loro vita, e quindi naturalmente c’erano stati un esorcismo e una negoziazione fra spiriti infuriati, durante il corso della serata. Ma niente di troppo serio. Samuele si era quasi divertito.
«Il 30 ottobre dell’anno scorso fu il giorno prima di…» ricordò Damiano, mentre si perdevano fra i vicoli amichevoli della città.
«Il giorno prima dello scontro con Elettra Marini.»
«Il giorno prima del recupero della tua anima. Un bel regalo di compleanno, no?»
Samuele non seppe cosa rispondere, perché quei ricordi erano complicati e pervasi da dolore e rimpianti, soprattutto per Damiano. Però sapeva che era stata quella notte di battaglia, a fargli decidere definitivamente che voleva rimanere lì, in quel mondo e accanto a quella persona.
«Chi l’avrebbe detto che avresti scelto di non andartene e devolvere la tua vita alla città...»
«… e passare tutti i giorni nel delirio della magia.»
«E metterti insieme a un egoista e dispotico rompicoglioni.»
«Non dire stronzate, dai. Non sei egoista. Dispotico, vabbè, a giorni alterni.»
«Rompicoglioni sì?»
«Un po’. Ma lo sono anch’io.»
«Comunque, per il problema del mio essere occasionalmente dispotico…» Damiano rallentò l’andatura e gli lanciò un’occhiata strana. E poi arrivò la domanda. «Vorresti invertire i ruoli, qualche volta?»
«In che senso?»
«Essere tu quello che mi dà gli ordini.»
«Non ho capito bene. E comunque, non credo che faresti quello che ti dico io.»
«In realtà sì, in questo specifico caso lo farei. Sarebbe il bello, fare quello che dici tu.»
«Senti, mi sa che mi sfugge il contesto.»
«Mettiamola così: sarebbe un gioco di ruolo. Ma non il tipo di gioco di ruolo che fate voi nerd. Un’altra cosa. Più intima.»
«Ah. Ok, ora credo di avere capito.» Rimase silenzioso per qualche momento, a ponderare il proprio stupore, più che la proposta in sé. «Hai mai sperimentato con qualcun altro?»
«No. Ma è una curiosità che ho da molto tempo. Prima di te sono stato solo con un fantasma e uno stronzo. Per motivi diversi, l’intimità era complessa con entrambi. E non è una cosa che avrei chiesto a eventuali partner casuali che ho avuto. Avevo bisogno di fidarmi, per chiederlo.»
Samuele cercò di decifrare il viso dell’altro, concentrato e stranamente privo del suo sorriso difensivo. Sentì la mano di Damiano nella sua che cercava di scivolare via, ma la trattenne.
«Non ci ho mai pensato e non so se è una cosa che potrebbe piacermi. Ma possiamo parlarne. E magari provare.»
«Sarebbe una buona occasione per vendicarti di tutte le cose che ti faccio fare.»
«Non penso sarebbe sano, viverla così.»
«No, in effetti no. Stavo scherzando.»
«Senti, se è una tua fantasia, a me va bene discuterne. Anche se non avrei mai immaginato che mi avresti proposto il ruolo dominante. Considerata la tua collezione di bustini neri e stivali di pelle, pensavo…»
«E invece.»
«Non è che mi fai vestire in quel modo?»
«No, non sarebbe il tuo stile.»
«E… A parte gli ordini…»
«Ho in mente delle cose precise. Te ne parlerò e poi tu deciderai se ti senti a tuo agio o meno.»
«Credo di aver letto da qualche parte che nel BDSM è il sottomesso alla fine è quello che controlla il tutto e decide cosa, quanto e quando si smette.»
«Più o meno, sì.»
«… quindi alla fine tu sei quello che ha in mano la situazione, come sempre…»
Damiano rise e se lo strinse vicino, baciandolo con impeto, senza controllare se fossero in una zona tranquilla. Quasi un anno insieme e ancora Samuele aveva paura del resto del mondo – quello normale, non quello della magia. Di gente omofoba e crudele ne aveva incontrata tanta, di spiriti omfobi nemmeno uno. Ma non c’era nessuno, e se anche ci fosse stato, Samuele avvertiva intorno a loro la presenza di una serie di creature celate, parte del tessuto della città e pronte a proteggere chi si prendeva cura di loro.
Quasi come una risposta alle sue preoccupazioni, per un secondo sul muro di fronte a lui, Samuele lesse una bizzarra rassicurazione.

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